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bologna
Nuovo Utente
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Inserito il - 14/06/2009 : 01:11:14
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Sono già passati cinque giorni, da martedì 9 giugno 2009, ore 18.45 circa. Ma ogni tatno il ritornare alla mente di quella splendida giornata, mi fonde coraggio. Il vedere finalmente la prima pietra della nuova chiesa, mi fa pensare che presto ci sarà finalmente posto, un luogo, dove potremmo ritrovarci tutti uniti. Senza stare troppo a preoccuparci dei vicini... lol!!! xD Anche se sono entrato da poco tempo in questa parrocchia, posso dire di averci visto passare tanta gente,e con essa, tanti cambiamenti. Questo è il cambiamento più importante che abbia mai visto. Uno può dirsi fortunato se riesce a vedere una cosa così importante. E mi ritengo una persona molto fortunata. Ho sacrificato altri impegni per essere presente quel martedì, 9 giugno 2009. Ed ho impegnato gran parte della giornata a dare una mano, nell'organizzare la parte audio. Con conseguente trasporto del materiale, montaggio, e ritrasporto al luogo di prelievo. Era caldo - dalle 15.30 in poi - ma ho sfruttato l'occasione per abbronzarmi un po'. Visto che al mare non ci posso andare... purtroppo gli esami incombono... :(:( sigh! E poi finalmente si è cominciato. Più di tutte le parole dette, più di tutti i gesti, mi hanno colpito tre parole del vescovo (è un grande): evocare, convocare, provocare. Evocare: gridare all'unisono il bisogno di una nuova chiesa Convocare: tutta la comunità raccolta, convinta e consapevole della realizzazione della nuova chiesa Provocare: (forse la più bella) andare per il mondo ed annunciare che 'dove due o più persone saranno riunite, io sarò con loro'.
(P.S. Leggete fino in fondo) Ok. Questo è quello che fuori si è visto. Ma ben altre cose sono successe che meritano un critica. Spero utile. Spero non siano solo parole entranti ed uscenti dalle orecchie. Spero sia un piccolo monito per quello che verrà dopo. Perché anch'io sono un essere umanoe perdonare mi è difficile, con il tempo ritenuto giusto. Più volte vedrò queste misteriose assenze, più sarò dispiaciuto. Preferisco la verità, a inutili giri di parole. Preferisco sapere chi dovrà faticare. Mi piacerebbe vedere una squadra, un gruppo, una comunità di giovani, che quando uno si trova in difficoltà ci sia l'intenzione di aiuto. Quello che vedo è l'opposto. E più semplice pensare a se stessi. I grandi dicono che i giovani non hanno più nulla in cui credere. Censura. Credo, come tutti gli uomini, sia più semplice pensare ai propri interssi che agli interessi degli altri... ma forse chiedo troppo. Forse dovrei migliorare io; forse dovrei faticare di più e starmene zitto. Dovrei rispettare regole non scritte, desuete ed ataviche, in altre parole, rispettare lo 'Status Quo'. Ma uno 'Status Quo' che non è scritto da nessuna parte non si legge. Si impara solo vivendolo. Ma io, Marco Bologna, vorrei vivere altre cose. Al di sopra dei vari interessi personali. Al di sopra di goni gelosia, invidia, o senso di potere. Tutti a questo mondo siamo utili, ma nessuno è fondamentalmente indispensabile. E' un mio sogno che ciò venga capito.
Buono. Ho descritto - dal mio punto di vista - quello che volevo descirvere. Adesso vengono le scuse. Mi scuso delle parole utilizzate. Mi scuso del significato nascosto che esse posseggono. Mi scuso dello sfogo che Voi avete già subito. Ma ce l'avevo nascosto; e tutto ciò che è nascosto a lungo andare mi irrita. Mi porta a rivelare troppe carte, affinché possano essere accettate. Ultimissima cosa: Buonanotte a tutti! Bologna |
gmd |
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